domenica 28 giugno 2020

La bella addormentata nel ghiaccio

Colpii, spezzai, maledissi, strisciai. Parte del ghiaccio si era sciolto, le rocce bruciacchiate.
Nulla venne ad oppormisi. Le scariche erano sparite con il drago. C'era silenzio, e l'oscurità delle stelle.
Mi arrampicai lentamente, ancora stanco dello sforzo recente, ma deciso a non fermarmi.
L'intero mondo, eccetto trenta metri, giaceva sotto di me, e il cielo era sopra di me...
Venticinque metri...
Né uccello, né arcieri, né angelo, né ragazza.
Venti metri. Iniziai a tremare. La tensione nervosa. Mi calmai, ripresi ad avanzare.
Quindici metri... e la montagna ora sembrava oscillare.
Dodici... mi sentii stordito, mi farmi, bevvi un sorso.
Poi click, click, di nuovo la piccozza.
Dieci...
Sette...
Cinque...
Mi preparai a difendermi dall'assalto finale della montagna, in qualunque cosa consistesse.
Due...
Non successe nulla, quando arrivai.
[...]
Scendere dal pendio occidentale fu facile. Mentre scendevo, mi resi conto della luce che veniva da un'apertura nel fianco della montagna.
Mezz'ora dopo ero davanti a essa.
Entrai e fui abbagliato.
Avanzai e poi mi fermai. Pulsava e fremeva e cantava.
Un muro vibrante di fiamme saliva dal pavimento della caverna, torreggiante fino al soffitto.
[...]
Non puoi passare di qui≫, disse.
≪Lei è la ragione per cui vuoi che torni indietro?≫ chiesi.
Sì. Va' via.≫
≪Lei non ha nulla da dire al proposito?≫
Lei dorme. Và via.≫
≪Vedo. Perché?≫
Deve. Và via.≫
Perché mi è apparsa, guidandomi in modo strano?
Ho usato tutte le forme d'incubo che conoscevo. Non hanno funzionato. Ti ho guidato in modo strano perché la tua mente dormiente influisce sulla mia opera, specie quando assumo la sua forma interferendo nella direttiva. Va' via.≫
≪Qual è la direttiva?≫
Deve essere difesa da tutte le cose che salgono la montagna. Va' via.≫
≪Perché? Perché è così difesa?≫
Lei dorme. Va' via.≫
[...]
Cercai di aprirmi un passaggio nel cerchio di fuoco.
Funzionò, in un certo senso.
Raggiunsi il contenitore a forma di bara in cui dormiva.
Posi le mani sull'orlo e guardai dentro.
Era fragile come il ghiaccio.
A dire il vero, era di ghiaccio...

[Roger Zelazny, La montagna dell'infinito, 1967]


sabato 27 giugno 2020

Ombra dell'Ombra

≪Dove ci troviamo?≫ chiese Jack.
Il Conte dei Pipistrelli sorrise. ≪Perché me lo chiedi, stiamo bene qui≫, disse toccandosi il petto.
Jack corrugò la fronte, perplesso. ≪Io non... ≫
Il Conte dei Pipistrelli slacciò una pesante catena d'argento che portava intorno al collo. Ne pendeva uno splendido gioiello. Si chinò e tese la mano. ≪Osservalo un momento, Jack≫, disse.
Jack lo toccò con la punta delle dita, lo pesò e lo capovolse.
≪Bene, varrebbe la pena di rubarlo?≫
≪Penso di sì. Di che tipo di pietra si tratta?≫
≪In effetti non è una pietra. E' questa stanza. Osserva la forma.≫
Jack la osservò, spostando gli occhi dalla pietra alle pareti e dalle pareti alla pietra diverse volte.
≪La sua forma è abbastanza simile a quella di questa stanza...≫
≪E' identica. D'altra parte deve esserlo, perché sono la stessa cosa.≫
≪Non riesco a seguirti....≫
≪Prendila. Portala vicino a gli occhi. Considera la parte interna. ≫
Jack la sollevò. Chiuse un occhio, aguzzò l'altro, guardò attentamente.
≪Dentro, disse, c'è una minuscola replica di questa stanza...≫
≪Cerca questo tavolo.≫
≪Lo vedo! E vedo noi seduti! Io sto... osservando... questa pietra!≫
≪Eccellente! Il Conte dei Pipistrelli applaudì.≫

[Roger Zelazny, Jack delle Ombre, 1992]

venerdì 26 giugno 2020

Ananke

Tuttavia, in tutta onestà, devo ammettere che Dio (o qualcuno che si faceva chiamare Dio, una questione di pura semantica) aveva impresso preziose informazioni nella testa di Horselover Fat, mediante le quali suo figlio Christopher potè salvarsi. Alcuni Dio li cura, altri li uccide. Fat nega che Dio uccida qualcuno. Fat dice che Dio non fa mai male a nessuno. La malattia, il dolore e le sofferenze non vengono da Dio, ma da qualche altra parte; al che io dico: da dove salta fuori questa altra parte? Ci sono due divinità? Oppure è una parte dell'universo sfuggita al controllo di Dio? Fat aveva l'abitudine di citare Platone. Nella cosmologia di Platone il nòus, o Mente, opera per assoggettare l'ananke, ossia la cieca necessità (o il cieco caso, secondo alcuni esperti). Nòus andando in giro scoprì un giorno, con sua grande sorpresa, il cieco caso; il caos, in altre parole, sui cui nòus impose l'ordine (anche se, come lo fece, Platone non lo dice da nessuna parte.

[Philip K. Dick, Valis, 1981] 

martedì 23 giugno 2020

Tic tac... tic tac... tic tac...

All'istante inviavano un segnale e provocavano l'attivazione neurale di un sistema engrammato inibito nella persona. Questa non sapeva perché tutto a un tratto faceva quello che faceva; provava la voglia di farlo e come una persona sotto suggestione postipnotica si inventava nella propria mente una spiegazione plausibile. Che tutto questo formasse un enorme e complesso orologio-mondo, sincronizzato con sé stesso, è evidente. Dove entra la libera volontà, ho visto, succede che fra il lampeggiare dei segnali disinibitori verso una persona, quest'ultima è libera di giocare, di fare quello che vuole; come un bambino nell'interruzione tra una lezione e l'altra può fare quello che gli pare... finché non sente suonare il campanello. E, da come ho percepito io, quando suona il 'campanello', cioè il segnale disinibitorio, deve fare quello che gli viene richiesto, poiché impegna la persona totale (il sistema nervoso autonomo). Non ci ho riflettuto su, l'ho visto. E ho visto anche il Logos mentre giungeva dal nostro futuro al nostro presente - è il solo mondo che abbiamo, il nostro presente, - per servirsi della disposizione delle cose. Non aveva potere, né vigore o energia, per forzare le cose, ma in qualche modo poteva organizzare quello che le originali cause efficienti all'inizio del tempo avevano posto in essere.

[ Philip K. Dick, L'Esegesi, 4:147 ]

sabato 20 giugno 2020

In principio era l'Azione

“...ah, ma per già sentito, con tutto il buon volere, che nell’anima torna la scontentezza a gemere. Perché deve inaridirsi così presto la corrente
E noi rimanere assetati?
Tanto spesso ne ho fatto esperienza.
Eppure, a questo vuoto si può dare compenso: si impara quanto valgono le cose ultraterrene,
si cerca la Rivelazione
che mai più degna splende e più bella
come nel Nuovo Testamento.
Qualcosa mi spinge ad aprire quel testo
e provarmi, con cuore devoto, a tradurre
il sacro originale
nella lingua tedesca.
Apre un grosso volume e si accinge a tradurre sta scritto: “in principio era la Parola”.


Ed eccomi già fermo. Chi m’aiuta a procedere? M’è impossibile dare a “Parola”
tanto valore. Devo tradurre altrimenti,
se mi darà giusto lume lo Spirito.
Sta scritto: “In principio era il Pensiero”.
Medita bene il primo rigo,
chè non ti corra troppo la penna.
Quel che tutto crea e opera, è il Pensiero? Dovrebb’essere: “In principio era l’Energia”. Pure, mentre trascrivo questa parola, qualcosa Già mi dice lo Spirito! Ecco che vedo chiaro
E, ormai sicuro scrivo: “In principio era l’Azione!”.

[J. W. Goethe, Faust.]

giovedì 11 giugno 2020

La quattro radici di tutte le cose


Fr. 2 - 114
O amici, so che c'è verità negli argomenti
che io esporrò; ma per gli uomini molto difficile si è fatto ed irritabile
il passaggio della fiducia dentro l'animo.

Fr. 12 - 6
Ascolta dapprima le quattro radici di tutte le cose:
Zeus splendente ed Era che nutre e Aidoneo,
e Nesti che riempie di lacrime la sorgente umana [*].


Fr. 17 - 109
Con la terra infatti vediamo la terra, con l'acqua l'acqua,
con l'etere l'etere sacro, quindi con il fuoco il fuoco distruttore,
e l'amore con l'amore e l'odio con l'odio penoso.

Fr. 21 - 8
Un'altra cosa ti dirò: nessuna nascita esiste delle cose mortali,
né fine alcuna funesta morte;
ma esiste soltanto mescolanza e separazione di cose mescolate,
e nascita questa si chiama per gli uomini.

Fr. 23 - 11
Stolti! Non sono infatti di lungo volo i loro affanni,
se sperano che possa nascere il non esistente prima
o che alcuna cosa perisca o si distrugga del tutto.

[ Empedocle, Frammenti, Akragas (Agrigento), V sec. a.C. ]

[*] Nel fr. 12 Empedocle si riferisce ai quattro elementi (o radici - rizomata) basilari che compongono il mondo fisico-fenomenico: Zeus, l'aria; Era, la terra; Aidoneo, il fuoco; e Nesti, l'acqua.
Osserva, a proposito, Reale che con Empedocle nasce "la nozione di elemento, come qualcosa di originario e qualitativamente immutabile".

sabato 6 giugno 2020

La Ruota

Ill. di Dave McKean
Per tutto sotto il cielo una stagione
Per ogni evento un'ora

Un'ora per nascere
                             un'ora per morire
Un'ora per piantare
                             un'ora per sradicare
Un'ora per uccidere
                             un'ora per preservare
Un'ora per abbattere
                             un'ora per ricostruire
Un'ora per le lacrime
                             un'ora per le risa
Un'ora per il lutto
                             un'ora per le danze

Un'ora in cui scagli pietre
                             un'ora in cui le accatasti

Un'ora per braccia che abbracciano
                             un'ora per braccia che si ritraggono
Un'ora per cercarsi
                             un'ora per lasciarsi
Un'ora per tenere
                             un'ora per buttare
Un'ora per lacerare
                             un'ora per ricucire
Un'ora per tacere
                             un'ora per parlare
Un'ora per amare
                             un'ora per odiare
Un'ora per la guerra
                             un'ora per la pace

[Qohélet, detto anche "Ecclesiaste", trad. di Guido Ceronetti, 2001]

Il racconto del principe di Azkaban

Ognuno ha i suoi demoni e con quelli bisogna fare i conti. Nei giorni immediatamente successivi agli eventi che hanno portato alla separazio...