giovedì 11 giugno 2020

La quattro radici di tutte le cose


Fr. 2 - 114
O amici, so che c'è verità negli argomenti
che io esporrò; ma per gli uomini molto difficile si è fatto ed irritabile
il passaggio della fiducia dentro l'animo.

Fr. 12 - 6
Ascolta dapprima le quattro radici di tutte le cose:
Zeus splendente ed Era che nutre e Aidoneo,
e Nesti che riempie di lacrime la sorgente umana [*].


Fr. 17 - 109
Con la terra infatti vediamo la terra, con l'acqua l'acqua,
con l'etere l'etere sacro, quindi con il fuoco il fuoco distruttore,
e l'amore con l'amore e l'odio con l'odio penoso.

Fr. 21 - 8
Un'altra cosa ti dirò: nessuna nascita esiste delle cose mortali,
né fine alcuna funesta morte;
ma esiste soltanto mescolanza e separazione di cose mescolate,
e nascita questa si chiama per gli uomini.

Fr. 23 - 11
Stolti! Non sono infatti di lungo volo i loro affanni,
se sperano che possa nascere il non esistente prima
o che alcuna cosa perisca o si distrugga del tutto.

[ Empedocle, Frammenti, Akragas (Agrigento), V sec. a.C. ]

[*] Nel fr. 12 Empedocle si riferisce ai quattro elementi (o radici - rizomata) basilari che compongono il mondo fisico-fenomenico: Zeus, l'aria; Era, la terra; Aidoneo, il fuoco; e Nesti, l'acqua.
Osserva, a proposito, Reale che con Empedocle nasce "la nozione di elemento, come qualcosa di originario e qualitativamente immutabile".

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