≪Dove ci troviamo?≫ chiese Jack.Il Conte dei Pipistrelli sorrise. ≪Perché me lo chiedi, stiamo bene qui≫, disse toccandosi il petto.
Jack corrugò la fronte, perplesso. ≪Io non... ≫
Il Conte dei Pipistrelli slacciò una pesante catena d'argento che portava intorno al collo. Ne pendeva uno splendido gioiello. Si chinò e tese la mano. ≪Osservalo un momento, Jack≫, disse.
Jack lo toccò con la punta delle dita, lo pesò e lo capovolse.
≪Bene, varrebbe la pena di rubarlo?≫
≪Penso di sì. Di che tipo di pietra si tratta?≫
≪In effetti non è una pietra. E' questa stanza. Osserva la forma.≫
Jack la osservò, spostando gli occhi dalla pietra alle pareti e dalle pareti alla pietra diverse volte.
≪La sua forma è abbastanza simile a quella di questa stanza...≫
≪E' identica. D'altra parte deve esserlo, perché sono la stessa cosa.≫
≪Non riesco a seguirti....≫
≪Prendila. Portala vicino a gli occhi. Considera la parte interna. ≫
Jack la sollevò. Chiuse un occhio, aguzzò l'altro, guardò attentamente.
≪Dentro, disse, c'è una minuscola replica di questa stanza...≫
≪Cerca questo tavolo.≫
≪Lo vedo! E vedo noi seduti! Io sto... osservando... questa pietra!≫
≪Eccellente! Il Conte dei Pipistrelli applaudì.≫
[Roger Zelazny, Jack delle Ombre, 1992]
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