sabato 30 maggio 2020

De Secretis

VI. I modi per scoprire i segreti

Il primo modo si fonda su una ragione efficace e perciò questa capacità di scoprire si addice soprattutto ai dotti e a coloro che si sono esercitati. [...]

Il secondo modo dipende dalla scoperta di cose simili e dal ricondurre le cose a cose simili, come abbiamo detto riguardo al magnete.  [...]

Il terzo modo consiste nell'essere istruiti da altri; per questo motivo, molte cose si apprendono dai genitori, qualcuna dagli amici, qualcuna è scoperta e appresa viaggiando per le terre e, per questo motivo, per gli studiosi di segreti, non c'è nulla di più importante del viaggio. [...]

[Gerolamo Cardano, De Secretis (1562)]

giovedì 28 maggio 2020

L'orologio svizzero

Avvertii una certa attività intorno allo spikard, e per la prima volta lo sorpresi a indugiare su una delle molte fonti dominando le quali poteva alterare la propria forma, mentre si adattava alla mutata grandezza del mio dito. Era chiaro che l'aveva fatto molte altre volte, ma questa era la prima volta che avevo notato l'operazione. Era interessante, poiché mostrava come il dispositivo fosse in grado di agire indipendentemente dalla mia volontà.
In realtà non sapevo cosa fosse quella cosa, né quale potesse essere stata la sua origine. La tenevo perché rappresentava una fonte considerevole di potere, un sostituto soddisfacente all'uso del Logrus, del quale ora avevo paura. Ma mentre la guardavo cambiare forma per rimanere infilata al mio dito mutato, rimasi sorpreso. E se fosse stata una specie di trappola esplosiva pronta a rivoltarsi contro di me proprio nel momento meno adatto?
Lo rigirai un paio di volte attorno al dito. Vi entrai dentro con la mente, ben sapendo che sarebbe stato un esercizio inutile. Mi ci sarebbero voluti secoli per estendermi lungo ogni linea fino alla sua fonte, per controllare tutti gli incantesimi nascosti che avrei trovato lungo la via. Era come intraprendere un viaggio attraverso un orologio svizzero, uno di quelli fatti su misura. Mi impressionava sia la bellezza del disegno che l'enorme quantità di lavoro che aveva contribuito alla sua creazione. Probabilmente possedeva degli imperativi nascosti a cui avrebbe obbedito soltanto in particolari circostanze. Eppure...
Non aveva fatto nulla di sconveniente, ancora. E l'unica alternativa era il Logrus. Mi colpì come un classico esempio del fatto che si preferisce sempre il male che non si conosce.

[...]

«Sai qualcosa riguardo ad essi che io non so?» domandai. «Mi riferisco praticamente a qualsiasi tipo di informazione.»
Scosse il capo.
«Soltanto che si diceva che fossero degli oggetti con dei poteri molto antichi, risalenti al tempo in cui l'universo era ancora un luogo tenebroso e i regni dell'Ombra dei posti dalla delimitazione molto confusa. Quando giunse il tempo, coloro che li possedevano si addormentarono o si dissolsero o qualunque sia la fine che fanno questo tipo di figure e gli spikard vennero ritirati, o nascosti o trasformati, o qualunque sia il destino di questi oggetti una volta finita la loro storia. Ci sono molte versioni, ovviamente. Ce ne sono sempre.»

[...]

«Quanti ce ne sono, ad ogni modo?»
«Nove,» rispose.
«Immagino che tu sappia tutto di essi.»
«Praticamente sì.»

[Roger Zelazny, Il Principe del Caos (1991)]

mercoledì 20 maggio 2020

Il Santo crea i mondi e li distrugge

III.
E Dio disse: « Vi sia la luce ! » E vi fu luce. Dio vide che la luce era un bene. E Dio separò la luce dalle tenebre. E Dio chiamò la luce « giorno » e chiamò le tenebre « notte ». E venne sera, poi venne mattina: un giorno (Gen. I, 3-5).”
[...]

“7. E fu mattina, ecc. Disse R. Jehudah b. R. Shimon: Sia notte non sta scritto qui, ma: fu notte . Da qui impariamo che esisteva già il succedersi dei tempi prima di allora. Disse Rabbi Abbahu: Ci insegna che il Santo, Egli sia benedetto, crea i mondi e li distrugge. Prima di crearne di nuovi, dice: Questo mi piace, e quello non mi piaceva. Disse R. Pinehas: il motivo di R. Abbahu è questo: E vide Dio quanto aveva fatto, ed era assai buono (Gen. I, 31 ). Questo mi piace, ma gli altri non mi piacevano (9) .”

(9) Poiché era « assai buono », significa che prima si era avuta qualche realtà meno buona.

[Bereshit Rabba, Commento Alla Genesi, 1312 prima dell'era volgare; UTET, 1978, pp. 44-47]

domenica 17 maggio 2020

Undici

Caravaggio - Giocatori di dadi (1602)
≪Avanti, avanti≫, gli sussurrò l'arbitro. ≪Non puoi perdere; sono dadi falsi, olandesi, devi farli rotolare bassi, e allora esce il cinque o il sei, i tedeschi, invece, li buttano in alto, non gli può uscire altro che il porco, il due o l'orso≫.
Garcia Novarro prese dunque coraggio, si avvicinò a Jacklein e disse: ≪Scommetto il mio anello per tre ducati≫.
I tedeschi rovesciarono le loro tasche e tirarono fuori le ultime pepite. Jacklein disse: ≪Voglio osare ancora una volta. Se perdiamo anche questa è finita, e possiamo ballare fino a casa con le tasche vuote≫.
≪Tre tiri!≫, urlò l'arbitro. ≪Signor segretario, voi avete il primo≫.
Garcia Novarro prese il dado con mano tremante, vi fece sopra una croce e lo fece rotolare, come gli aveva insegnato l'arbitro.
≪Cinque!≫, gridò l'arbitro.
Jacklein prese un dado e fece tre.
≪L'orso! Ancora l'orso!≫, strillò Jacklein furioso. ≪Perché non posso fare un cinque o un sei≫.
≪Hai ancora due tiri≫, gli disse Thonges, ≪vincerai≫.
Intanto Garcia Novarro aveva fatto il suo secondo tiro, ed era di nuovo cinque.
Fu la volta di Jacklein di prendere il dado, ma anche questa volta non riuscì a fare più di tre.
Ora taceva preoccupato, perché aveva messo in gioco tutti i suoi averi. Ma Schellbock sussurrò: ≪Non è ancora persa. Adesso lui farà un porco e tu un sei≫.
Garcia Novarro fece il suo ultimo tiro.
≪Sei!≫, gridò lo spagnolo. ≪La partita è finita! I tre ducati sono vinti, dalli qui, i tre ducati!≫
≪Ho ancora un tiro!≫, strillò Jacklein.
≪Tu sei pazzo!≫, lo apostrofò l'arbitro. ≪Devi fare undici con un tiro, se vuoi vincere. Come puoi farcela, con un dado solo!≫
≪Ho ancora un tiro!≫, gridò Jacklein cocciuto, ≪e lo voglio fare in nome del diavolo!≫
Quando Garcia Novarro sentì queste parole, pensò che Jacklein chiamasse in aiuto il diavolo, cadde in uno stato di profonda agitazione e prese a fare un segno della croce dietro l'altro.
Jacklein prese il dado e lo gettò in alto con tale forza, che si sottrasse alla vista dei presenti.
Poi, mentre tutti fissavano verso l'alto, si udì improvvisamente un sibilo e un fischio nell'aria, e subito dopo il dado ricadde a terra davanti a loro.
Jacklein si piegò, guardò che cosa era uscito, sollevò il capo e disse con voce tranquilla:
≪Undici≫.
Shellbock e Thonges abbassarono anche loro il capo, fissarono il dado a bocca aperta e gridano forte:
≪Undici≫.
L'arbitro divenne furioso e gridò: ≪Volete farmi passare per pazzo?≫ e si piegò sopra il dado. Subito però si rialzò nuovamente, batté le mani e gridò: ≪Per l'anima mia, ha veramente fatto undici!≫
Il dado, infatti, era stato spaccato in due dalla forza del tiro, sembrava fosse stato tagliato da un colpo di spada. I due pezzi giacevano uno accanto all'altro, e l'uno aveva sul suo lato il cinque, e l'altro il sei.
≪Allora ha vinto≫, disse l'arbitro. ≪Signor segretario≫, dovete dargli l'anello, ha vinto.
Garcia Novarro guardo Jacklein timido e preoccupato e sussurrò: ≪So bene chi vi ha aiutato. Egli ha guadagnato un grande potere nell'accampamento di Cortez≫. E porse a Jacklein l'anello, dicendo: ≪Prendetelo, velo lascio sapendo che mi ha arrecato solo sofferenze≫.

[Leo Perutz, La terza pallottola, (1989)]


sabato 16 maggio 2020

La strada nera

«E allora m'imbattei in una cosa strana,» continuò. «Una cosa che non avevo mai incontrato prima, ma che ora sembrava onnipresente. In quasi tutte le ombre che attraversavo, c'era una stranissima strada nera che esisteva in una forma o nell'altra. Non la capivo, ma poiché era la sola cosa che sembrava attraversare l'Ombra, destava la mia curiosità. Decisi di seguirla e di scoprire qualcosa di più. Era pericolosa. Ben presto imparai a non calpestarla. Di notte, sembrava che strane forme la percorressero. Gli esseri naturali che vi si avventuravano si ammalavano e morivano. Perciò fui prudente. Non mi avvicinavo più di quanto fosse necessaria per non perderla di vista. La seguii attraverso molti luoghi. Presto scoprii che dovunque passasse c'erano morte e desolazione nei dintorni. Non sapevo cosa pensare.»

[Roger Zelazny, La mano di Oberon, 12]

venerdì 15 maggio 2020

Suggestioni temporali

- Dai - disse Alec, rivolto a Leo - vieni a dare un'occhiata alla lapide che commemora l'evento -. Lui e il suo compagno fecero strada; Leo, con riluttanza, li seguì. - I proximiani - disse Alee, voltando la testa da un lato - cercano continuamente di... lo sai. Di disseccarla.
- Dissacrarla - lo corresse il suo compagno.
- Già - disse Alec, annuendo. - In ogni caso, eccoci arrivati -. Si fermò.
Davanti a loro si ergeva un'imitazione - pur sempre impressionante - di una colonna di
granito; su di essa era stata assicurata una targa di ottone, all'altezza degli occhi. Leo, pur sentendo di commettere un errore, lesse la targa.


IN MEMORIAM. IN QUESTO LUOGO, NEL 2016 D.C., PALMER ELDRITCH, IL NEMICO DEL SISTEMA SOLARE, FU UCCISO IN LEALE COMBATTIMENTO DAL TERRESTRE LEO BU- LERO, PALADINO DEI NOSTRI NOVE PIANETI.

- Uhh - esclamò Leo, impressionato suo malgrado. Rilesse la targa. E poi ancora una volta. - Sarei curioso di sapere - disse, quasi rivolto a se stesso - se Palmer ha visto questa cosa.
- Probabilmente sì - disse Alec - se è un chooser. La formula originale del Chew-Z causava quelle che il produttore, cioè Eldritch, chiamava «suggestioni temporali». E quello che ti sta succedendo ora: tu occupi un locus anche se sei morto da alcuni anni. Comunque, immagino che ora tu sia morto -. Rivolto al compagno, disse: - Adesso Leo Bulero è morto, vero?
- Diavolo, sicuro - disse il compagno. - Da alcuni decenni.
- Anzi, credo di aver letto... - esordì Alec, poi si interruppe e si mise a guardare oltre Leo; diede di gomito al compagno. Leo si voltò per vedere che cosa fosse.
Un cane bianco, ispido, magrissimo e disgraziato, si stava avvicinando.
- È tuo? - chiese Alee.
- No - disse Leo.
- Sembra il cane di un chooser - disse Alec. - Vedi? Si può vedere in trasparenza -. I tre
osservarono il cane che veniva verso di loro e poi li superava, diretto verso il monumento. Alec raccolse un sasso e lo scagliò contro il cane; il sasso lo trapassò e finì al di là nell'erba. Era il cane di un chooser.
[...]
A quel punto si trovò seduto nella stanza spoglia nella residenza di Palmer Eldritch sulla Luna, di fronte al tavolo su cui poggiava il congegno elettronico.
Il congegno, o l'aggeggio, o qualunque cosa fosse, disse: - Sì, l'ho visto il monumento. È previsto nel 45 per cento circa dei futuri. Ha un po' meno della metà delle probabilità, quindi non sono particolarmente preoccupato. Un sigaro ? - Di nuovo, la macchina tese a Leo un sigaro acceso.
- No - disse Leo.

[Philip K. Dick, Le Tre Stimmate di Palmer Eldritch (1965)]


lunedì 11 maggio 2020

Eliza 212

Duke Ellington
Eliza 212: Good morning. This is Eliza Channel 212, an on-line function of United Psychiatric Services, Inc., in the Greater Bowash Metropolitan Area. Please think of me as your friend.
Subject: You're a machine. You're not my friend.
Eliza 212: Does talking to a machine bother you?
Subject: I guess not. I've been doing it all my life.
Eliza 212: How old are you?
Subject: Thirty-thr... uh... twenty-eight. Why should I lie to you?


Eliza 212: Why indeed? I am here to help. You have a nice voice, deep and flavored with experience. Do you use your voice professionally?
Subject: What do you mean, like a video announcer?
Eliza 212: Or an actor or singer.
Subject: I sing sometimes, just a bit. Mostly I play the piano. Hell—all I do is play the piano.
Eliza 212: Do you enjoy playing the piano?
Subject: It's like breathing pure oxygen. It's a natural high.
Eliza 212: What do you play?
Subject: The piano, like I said.
Eliza 212: Your pardon. I meant, what kind of music do you play?
Subject: Jazz. Show ballads. Stride.
Eliza 212: Stride? My databank does not include that term in a musicological context.
Subject: So much for your databank. "Stride" is natural jazz. It was first played by the black pianists of Harlem, Old New York reference, in the early years of the twentieth century. It's characterized on the left hand by an alternating bass note and chord—with the chord played one-and-a-half to two-and-a-half octaves higher than the note. The right hand meantime plays syncopated figures in thirds and sixths, chromatic runs, and tremolo octaves... Stride.
Eliza 212: Thank you for that input. You seem to know a lot about the subject.
Subject: Honey, I'm the best damn stride player living in this century.
Eliza 212: Then may I please have your name to append to my new reference?
Subject: Tom. Tom Gurden.

[ Roger Zelazny, The Mask of Loki (1991) ]

sabato 9 maggio 2020

Ordine dal Caos





Thoth e Khepri, a bordo di una barca, sconfiggono il serpente Isfet in questo dettaglio dal Libro dei Morti di Imenemsauf, scritto durante le dinastie 21 e 22 (1069-716 a.C.) e ora al Louvre. Isfet che si intravede appena, in basso, era noto anche come Apophis, l'incarnazione del caos. Apophis combatte  quotidianamente con Ra, la divinità del sole, cercando di divorarlo mentre scende sotto l'orizzonte. Khepri, il dio dalla testa di scarabeo secondo da destra, è la manifestazione mattutina di Ra, associata alla creazione. Thoth, che si trova a prua della barca, era sposato con Ma’at, la dea dell'ordine, dell'Uno, così inestricabilmente opposta al serpente Isfet, il Caos, la molteplicità. 

domenica 3 maggio 2020

Tír Na Nóg

Illustr. di Florence Magnin (1996)
Sha ta co ti oh scum ne rivna
Sha ta co ti oh nugga tir na nog
Sha ta co ti oh scum ne rivna
Nug a tir na nog.

Come my love our world's may part,
The gods will guide us across the dark.
Come with me and be mine my love,
Stay and break my heart.

From the shores through the ancient mist,
You bear the mark of my elven kiss.
Clear the way, I will take you home
To eternal bliss.

Sha ta co ti oh scum ne rivna
Sha ta co ti oh nugga tir na nog
Sha ta co ti oh scum ne rivna
Nug a tir na nog.
Sha ta co ti oh scum ne rivna
Sha ta co ti oh nugga tir na nog
Sha ta co ti oh scum ne rivna
Nug a tir na nog.

Tir na nog, oh, come beyond the ancient fog,
Tir na nog, oh, come with me to tir na nog.

Far away from the land you knew,
The dawn of day reaches out to you.Though it feels…


Il racconto del principe di Azkaban

Ognuno ha i suoi demoni e con quelli bisogna fare i conti. Nei giorni immediatamente successivi agli eventi che hanno portato alla separazio...