Facendo affidamento su questa congettura è plausibile che dall’universo del Caos si sia generato un multiverso di mondi paralleli con linee del tempo che non si incontrano.
In questo iper-multi-spazio, se si ammette la possibilità di una curvatura che va oltre la velocità limite della luce, allora i warmholes utilizzati da J. Archibald Weeler per la sua teoria della gravità quantistica potrebbero aver creato un “tessuto spugnoso”, un labirinto di tunnel, buchi e intrecci che si disgregano e si aggregano in un unico punto di singolarità quantica.
Gli esperimenti di astrogazione condotti, non decisivi ma provvisoriamente ammissibili, hanno permesso di identificare la singolarità come un gigantesco “ponte cosmico di Einstein-Rosen”. Il "ponte" mostra una convergenza del multiverso A verso una linea temporale unica mentre nel multiverso B si riproduce il modello delle linee parallele del multiverso A.
Con una metafora si potrebbe dire che il fenomeno appare come una clessidra che ha esaurito la sabbia e si rimette in sesto.
Non vi sono indicazioni di localizzazione per il ponte cosmico.


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