sabato 16 aprile 2022

Lo spazio-tempo cubico

La nostra comprensione (conoscenza) del tempo è lacunosa; sembrano esserci due distinti tipi di tempo, ad ‘angolo retto’ fra loro: il tempo orizzontale (come le regressioni della forma si susseguono in Ubik) e il tempo verticale, e solo di questo sembra che siamo consapevoli. Da cui il tempo cubico, o tempo visto simultaneamente in entrambi gli assi, come lo spazio cubico in alternativa a quello bidimensionale; cioè, il tempo che si muove in due direzioni (dimensioni) alla volta. Gli eventi vengono organizzati in questo ‘spazio’ cubico, o piuttosto in questo tempo cubico, come gli oggetti lo sono dentro uno spazio cubico. Si muovono... lungo l’asse verticale, direi; si muovono naturalmente, come se cadessero, analogamente alla normale spinta di gravità sugli oggetti; questo è il tempo ordinario che scorre in avanti. Ma lungo un altro asse essi possono essere organizzati in modo deliberato, al di fuori del flusso verticale di caduta libera, se riesci a percepire questo asse. In caso contrario tutti gli eventi vengono messi inesorabilmente in sequenza, o causa ed effetto (yin contro il libero arbitrio, o yang). È del tutto possibile che quest’altro asse temporale (il ‘tempo orizzontale’) sia retrogrado, una direzione cronologica opposta, che insieme al flusso normale crea il ‘tempo cubico’. Una dialettica empedoclea delle forze-tempo che realizza, attraverso la loro interazione, l’equilibrio

[Dick, Philip K. L'esegesi (Fanucci Editore), 4:179 - 16 febbraio 1975]



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