sabato 16 aprile 2022

La Dimora Oscura

Il Disegno Oscuro visto dall'alto 
Angelique medita seduta nella Dimora Oscura.

Il luogo è buio, fatto di pietra nera. Nella stanza non è sola e alcuni elfi oscuri servitori si avvicinano porgendole del vino.

Da un lato della specie di trono dove Angelique è seduta, un’Elfa con un’armatura nera osserva la scena.

Con la coda dell’occhio i mostri, gli Orchi di Valky orribilmente mutati, tentano di afferrarla, ma la ragazza sa che sono solo degli echi, echi della follia del Logrus… ‘Lasciatemi sola per favore, anche tu Christianos, devo riordinare i miei pensieri…”

Angelique attende di essere rimasta sola , riprende il controllo di sé e poi si avvia impassibile al portale in fondo alla sala che esce all’aperto. La Dimora Oscura, il maniero tetro che Angelique ha eletto a sua magione, si erge su una collina rocciosa e nera, simile a una bolla di pietra. Il cielo è scuro e solcato di venature purpuree che si addensano ad oriente, presagio di un’imminente Alba. Solo ieri un secondo Principe di Ambra era venuto a camminare il Disegno di Corwin e ora una nuova alba salutava questa sua nuova casa. A circondare il Colle, una distesa di vegetazione indistinta nel buio da cui si inerpica una strada. Circa nel mezzo alcune luci tradiscono la presenza di un insediamento e molto più distanti si intravedono le luci al neon della città di Rim: proprio ieri vi si era recata. Era stato facile per lei prendere il controllo della città malfamata e tecnologica, uno sprawl abitato da gente proveniente da tutta la zona nera e anche dai pochi resti della gente di Valky. In poco tempo la sua parola era diventata indiscussa, e il nome della Regina Oscura era divenuto sinonimo di suprema autorità, Aveva fatto costituire un Consiglio, fatto di Corporazioni e di strutture, criminali e non, aveva messo a loro capo un Gerarca e si era fatta giurare fedeltà. Continuassero pure i loro affari per ora, ma che riconoscessero il suo dominio.


Angelique respira a pieni polmoni e torna all’interno della Dimora Oscura dove scende nei sotterranei con una scala di pietra nera. Da una sala al fondo della scala si dipartono diversi cunicoli calcarei, ben diversi dalla onnipresente e basaltica pietra nera: il Labirinto è poco illuminato, eppure formato da gallerie molto concrezionate con stalattiti e stalagmiti (assurdo per un luogo che dovrebbe avere un mese di vita), ma la sensazione chiara è che i labirinti si spostino e le gallerie si saldino in modo diverso mentre vengono percorsi, per disorientare tutti i visitatori non graditi. Da poco tempo aveva scoperto che non era più possibile trasportarsi nella Caverna con la magia e che il Labirinto andava sempre affrontato di nuovo: ‘Chi ha percorso il Disegno si orienta sempre’ e la giovane si fa guidare da esso: dopo quello che sembra un tempo lunghissimo il cunicolo si allarga all’imbocco di un grande ambiente sotterraneo.

Angelique entra nella caverna che sembra quasi il fondo di un Cratere scavato nella roccia nera, simile a basalto. Il Disegno luminescente copre tutta l’estensione del fondo del Cratere, che per almeno un quarto si dipana su uno specchio d’acqua. Dalla parte opposta, il Disegno si arrampica su quelli che sembrano resti di strutture lignee che brillano di un fuoco forse eterno, rosso e blu. Le linee azzurre del Disegno Oscuro hanno però tonalità iridescenti assenti nel Disegno originale e comunque di una sfumatura più profonda e cupa e si intersecano in varie altezze fino a tre metri, cosa che obbliga ad aerei volteggi e acrobazie per nulla comuni per non staccare i piedi da esso.

Il Disegno ha una struttura strana, tridimensionale, aerea, e Angelique si concentra sulla musica di Corwin preparandosi a percorrerlo.

La musica invade la mente dell’Amberita che inizia a danzare mettendo il piede sul Disegno. Avviene un'esplosione di scintille e l’intero Disegno sembra prendere vita sotto i piedi della Principessa d’Ambra. La danza diventa sempre più frenetica e mentre le scintille azzurre gli avviluppano le gambe, Angelique si appresta alla prima zona del Disegno. Dove nel Disegno originale c’era il primo Velo qui ci sono intricati volteggi aerei che la giovane compie alla perfezione. Solo con una coordinazione perfetta fra mente e resistenza fisica è possibile percorrere il Disegno, ma la musica è una guida, e abbandonandosi ad essa, il percorso è più facile anche per chi avesse un handicap in una delle due caratteristiche. Angelique passa il Velo dell’Aria con poco sforzo. I volteggi le ricordano quelli di certi maestri di ballo che Flora le aveva imposto di frequentare, e avanza danzando verso le linee che scintillano sull’acqua.

Al centro del Disegno, la Spada di Corwin, Greyswandir, piantata nella roccia, sembra splendere di luce propria nella tempesta di scintille e di musica.

Angelique avanza e inizia a danzare leggera sul Velo dell’Acqua, lo specchio liquido del Disegno… anche i suoi movimenti sono liquidi e controllati, ma d’improvviso, le sembra che qualcuno stia danzando con lei… in un passo a due tenendola affettuosamente per la vita… “Padre, sei davvero qui o sei solo un fantasma?” Non c’è una vera risposta ma le mani forti di suo Padre sembrano stringerle ancora una volta la vita con calore, in un gesto di incoraggiamento.

Passata l’Acqua, la presenza di Corwin sembra dissiparsi e la giovane donna percorre la linea curva del Cratere raggiungendo il Velo del Fuoco. La danza diventa frenetica, quasi indemoniata, e le scintille si mescolano alle gocce di sudore. Questa prova è veramente spossante, e persino Angelique nella danza indemoniata fra le fiamme, inizia ad accusare la stanchezza. Passato il velo, avanza verso il centro, un percorso più rettilineo dove il Disegno si incunea profondo nel basalto, e i piedi sembrano muoversi lentamente come se si muovessero nel fango, in un ultimo faticoso ostacolo: il Velo della Terra. Poi la danza rallenta, e alla Principessa sembra quasi di svenire dalla stanchezza: il Velo della Terra è lento, solenne, drammatico… i piedi sembrano danzare nella melassa… ma alla fine Angelique raggiunge il centro, avvolta da scintille, ma spossata.

Greyswandir, la Spada di Corwin, è piantata saldamente nella roccia al centro, percorsa da archi di luce e scintille iridescenti.

Ed è in quel momento che appare di nuovo, quella sensazione forte che si fa strada: un'inquietudine disarmonica, un graffio sulla traccia delle emozioni sollevate dal percorso elettrizzante appena compiuto. Una nota di follia, una vibrazione stonata appena percepibile, ma proprio per questo implacabile, fino a fissarsi nell’immagine vibrante di un Unicorno Nero.


Angelique allarga le braccia e la Dimora Oscura cambia ancora. Circuiti appaiono sulle nere pareti e schermi con immagini stroboscopiche in movimento. Gli Elfi Oscuri osservano il cambiamento con meraviglia e timore. Una nuova sala si apre, e un dispositivo centrale prende possesso dell’edificio, approntando nuove, micidiali difese. Appaiono delle Torri e su quella più alta svetta l’ologramma di una nuova bandiera, un Unicorno nero e una rosa d’argento, lo stendardo di Dark Amber è nato. Angelique si ritrova nella sua sala del Trono e osserva i nuovi inserti tecnologici fra le pareti. Una voce maschile risuona suadente nell’aria:

“Benvenuta Amministratrice, io sono Hal e sono al vostro servizio…”

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