mercoledì 23 marzo 2022

Il Fato di Corwin



Corwin meditava assiso sul Trono di Ambra. Aveva appena riposto al sicuro la terza pagina del Libro del Serpente e non era voluto partire per Zanzibar con Random perché sentiva intimamente il bisogno di riflettere.

Osservò il suo riflesso sulle parete di specchi… Il Re di Ambra….

Sentiva la Gemma del Giudizio che ardeva sotto il giustacuore nero con la Rosa d’Argento. Sembrava più pesante del solito.

Emise un grande sospiro… Per salvare Ambra si era snaturato, e aveva preso il Trono per impedire che la famiglia si dilaniasse. Ci era riuscito, nonostante i molti errori commessi. Tuttavia la Corona gli stava stretta da tempo e rimpiangeva l’azzardo e l'avventura delle sue vite precedenti. Prima di lasciare il suo ufficio avrebbe voluto affidarlo a mani abili e andare a cavalcare nelle Ombre, come era la sua natura, per il resto della sua esistenza. Ma avrebbe voluto fare prima più cose possibili per difendere Ambra, la sua patria, la sua realtà. E poi chi, chi tra gli Amberiti aveva davvero dimostrato di avere la dedizione necessaria per assumere la sua carica?


Il Re rimase a riflettere, perso nei suoi pensieri…


Molto lontano da lì, nel frattempo, Angelique, unica figlia di Corwin, in mortale pericolo, correva per la sua vita.

Le vie oscure sfrecciavano attorno a lei, mentre correva ansante, il sangue le colava copioso dalla ferita sulla fronte che l’Orco le aveva inferto. Sentiva i tendrils del Logrus cercare di afferrarla. Il Maestro che aveva ucciso il suo mentore e lo Stregone che le aveva risucchiato la Magia erano ancora alle sue calcagna.

Era stata una sciocca. Pensava che se avesse trovato infine la sua vera forma avrebbe potuto apprendere il Logrus e intrufolarsi non vista fra le file dei nemici, ma il Disegno l’aveva tradita. Nessuno le aveva insegnato come dissimularlo. o forse la pazzia del Logrus aveva annebbiato il suo giudizio? Il suo mentore, il pazzo Ibonek, detto Nawibo il Folle, era stato il primo a cadere. Pezzi della sua materia cerebrale le colavano giù dalle spalle e dal seno durante quella corsa disperata. L’avevano avvertita… toccare il Logrus senza sufficiente preparazione… era stata troppo inesperta, troppo presuntuosa, ed ora era troppo tardi. “Eric, Fiona… non vi ho ascoltato, perdonatemi, perdonatemi…!”

Il muro a sinistra esplose e sentì che il suo corpo veniva scagliato lontano. Atterrò sulle macerie con un gemito, un dolore acuto le straziò le membra, e mentre la polvere dell’impatto si diradava attorno al suo corpo supino si voltò inorridita.

L’unica via di fuga era sbarrata dal crollo e lei sarebbe morta lì, fra i vicoli malfamati del più lurido dei buchi della Zona Nera. Gli inseguitori arrivarono: erano centinaia di Orchi sbavanti che portavano le insegne di Re Valky. Le loro zanne erano snudate, il loro acciaio letale, sentiva il loro fiato, vedeva la loro bava, mentre pregustavano le sue carni. Dietro di loro Schiere di Demoni multiforma, lo sconosciuto Maestro del Logrus che li guidava e uno Stregone del Tigre che li fiancheggiava indicandola forse come obiettivo per un nuovo, letale incantesimo….

In un attimo Angelique capì che era già morta… Non rifletté nemmeno… Scoprì che aveva già il Trionfo in mano. “Addio Padre! Perdonami…”

Il Re di Ambra balzò in piedi dal Trono, rovesciando il leggìo.
“Angelique!” Un attimo, e Corwin scomparve per sempre dal Regno di Ambra…
Apparve dal nulla, rispondendo al richiamo disperato della figlia che aveva volutamente ignorato dal momento in cui era nata.
Osservò le orde di Orchi, i Demoni che li seguivano, e si apprestò a combattere, Grayswandir stretta nella mano destra.
Alzò la mano guantata: “Ignis!” mormorò… ma lo Stregone non si era lasciato prendere impreparato. la Magia sfuggì dalle sue mani, nullificata.
Un grido belluino di trionfo attraversò l’orda, che si lanciò selvaggiamente sui due Amberiti.

Il Re di Ambra si portò la mano guantata al petto e strappò con un solo gesto il pesante giustacuore in cuoio. La Luce della Gemma del Giudizio irruppe nei vicoli malsani e putridi, e Corwin si aprì a lei, dandosi come mai prima d’ora aveva fatto e inginocchiandosi per l’urto di quel potere sconfinato che lo invadeva.

Ciò che accadde in quell’istante fu ineffabile, ma le conseguenze furono terribili. 
In quell’istante Corwin comprese che tutto discendeva dal Caos, la meraviglia della creazione, il disordine della differenza, della lotta, della curiosità. Tutto ciò che lo aveva affascinato e attratto nella sua intera esistenza. Il Disegno aveva applicato questa energia all'estensione nello spazio. Ma c’era qualcos’altro: l’intensità. 

Quella intensità della vita che Corwin cercava da sempre e che l’estensione quasi immortale di essa non riusciva a sostituire. Quella intensità della collera che ora si innestava sul principio di realtà della Gemma del Giudizio che portava sul petto e che si orientava in mille forme e in mille colori nella direzione delle vie di Harikim. La collera di Corwin travolse gli Orchi che portavano le insegne di Valky, ammutolì le bocche dei comandanti, spense le magie degli stregoni, si insinuò tra i viticci del Logrus, percorse le vie più segrete come una tempesta inarrestabile, raggiunse Valky nelle sue stanze mentre stava pianificando la guerra con i suoi generali. La collera di Corwin estinse le speranze di vittoria dell’usurpatore, strangolò la sua forma demoniaca, devastò la sua casa, i suoi discendenti, i suoi servi, i suoi clienti.

Ciò che accadde in quell’istante fu invero ineffabile, le conseguenze invece sarebbero presto state chiare a tutti: in pochi istanti quelle che erano state le vie di Harikim ora erano solo un deserto di rovine.

Corwin si alzò in piedi, le vesti regali stracciate e fumanti, si guardò intorno alla ricerca di Angelique, l’afferrò e decise di portare a compimento il suo obiettivo. 
Quello che finalmente aveva compreso.

Angelique rimase atterrita a guardare suo padre.
Lui e la Gemma sembravano una cosa sola, ma la ragazza comprese che nessuno poteva tenere quel potere dentro di sé senza conseguenze. Solo suo padre, con la sovrumana resistenza che lo contraddistingueva poteva essere ancora in piedi, ma in un attimo lei capì fra le lacrime che quel potere era ancora dentro il suo corpo, e che nemmeno lui avrebbe potuto trattenerlo per molto…

La giovane tremando incrociò lo sguardo del Re, uno sguardo pieno di amore, che guariva tutte le ferite, leniva tutte le sofferenze, e pianse.
Non capiva più dove si trovava… era ancora nei pressi del laboratorio di Ibonek, nel Black Hem? Corwin l’aveva portata altrove? Non riusciva a capirlo, perché il Re di Ambra splendeva avvolto di potere e di scintille, abbagliante, coprendo ogni visuale.

Poi Corwin alzò le braccia in un ampio gesto ed iniziò a danzare, mentre un’armonia meravigliosa, fatta di Caos e di Passione, di Ordine e Disordine, di colori e di energia, di diversità, di INTENSITÀ, si spargeva tutto attorno, partendo sommessa e sfociando in un’incalzante tempesta di suoni. Corwin danzava con la Gemma e la Gemma rispondeva alla sua danza. La musica avvolgeva ogni cosa e mentre il Re danzava i suoi piedi lasciavano una traccia che si incideva nella roccia e nell’aria, nelle travi di legno incendiate, nelle volute di fumo e nelle pozzanghere umide… e la ragazza capì cosa stava accadendo.

Un nuovo Disegno si tracciava sotto i piedi che danzavano, ma si dipanava anche nell’aria, con passi di danza complessi ed aerei e volteggi, una tridimensionalità assente nel Disegno originale.

“Seguimi” disse la voce di suo Padre “Conoscimi davvero, finalmente”.

Angelique si alzò ammirata e si fece invadere dalla musica del Padre, percorrendo ogni passo di danza, ogni volteggio…

Intanto Corwin teneva alta la Gemma, mantenendo lo sguardo fisso nelle profondità della pietra, vedendo e sentendo l’emergere del nuovo Disegno che tracciava ad ogni passo. Piede sinistro davanti al destro, salto… volteggio… piroetta in aria, nel fuoco, sulla roccia, nell’aria, nell’acqua. Dovunque piste di un bagliore azzurro, che era Disegno ma anche Caos, uniti… perché niente poteva o doveva essere più come prima…. Papaveri e fiordalisi, profumo di erba, sapore del sidro di Normandia, Angelique che suonava il piano… le carezze di Celine… il sorriso di Fiona, lo sguardo corrucciato di Benedict, la fiducia fraterna di Eric… ma anche un poeta che scriveva, un pittore che dipingeva, la pioggia e la malinconia, la danza dei giovani che si inseguivano nella stagione dell’amore sotto i cieli tersi dove volteggiavano le nubi vaporose…. vortici di luci variopinte, la Senna piena di stelle, una rosa bianca… lo sguardo timido e il bacio di una ragazza malata di tisi, l’ultimo bacio dolente di amore ed armonia… e poi la Visione dell’Unicorno e del Serpente, dell’Uovo e del Bosco, gli elementi, l’avventura e il mistero, la gloria della battaglia e il dolore per chi si era spento, ma anche la pace e l’abbraccio della diversità…. La profezia dell’indovino che si avverava… E musica, musica, musica, note e note che si susseguivano in un vorticare irripetibile… le mille facce delle persone che aveva incrociato, il loro Ordine e il loro Disegno, ma anche il loro Caos e la loro caducità. E profumi, odori, suoni, tocchi sulla pelle… sensualità…. piacere e dolore.


Alla fine Corwin rallentò e smise di danzare. Piantò nella roccia la sua Spada intrecciata di luce blu e si inginocchiò tenendo le mani sull’elsa di Greyswandir. La spilla d’argento e il guanto gli scivolarono di dosso. Proprio al centro del Disegno che aveva tracciato. Le linee azzurre pulsavano mentre Angelique le percorreva danzando…. 

Quando la ragazza, ansante, arrivò al centro, Corwin sorrise di un sorriso esausto, ma Angelique capì che non era più realmente Corwin.

Era lui ed era il suo Disegno. “Porta via la Gemma. Custodiscila e proteggila… torna ad Ambra se vuoi, o altrove… ti voglio bene figlia mia…. E che sia maledetto chiunque ti farà del male…”. Ed Angelique crollò. Crollò perché ora conosceva davvero suo padre, aveva vissuto le sue mille vite, ne aveva visto tutte le sue mille sfaccettature, le sue passioni, la sua musica….

“Mi dispiace…. Non ti ho capito prima… Mi dispiace tanto…”’ ansimò fra i singhiozzi.

Ma di Corwin era rimasto solo il calore del suo sorriso. Tutto ciò che era stato ora era fuso nel Nuovo Disegno….

Angelique volse lo sguardo annebbiato tutto attorno, ammirando quel Disegno così diverso dal primo che aveva percorso: una nuova realtà era stata tracciata nella Zona Nera: Dark Amber.

Angelique urlò in modo straziante, accorgendosi che la Gemma ora era al suo collo…. Si trasformò in falco, la sua forma bianca e dorata si contorse, spiccando il volo fra le ombre, lanciando un ultimo grido di puro dolore….. Anche la giovane Angelique era morta quel giorno, lasciando dietro di sé un falco pellegrino in volo, di colore oro e avorio…

Dietro di lei, un Nuovo Disegno iniziava a proiettare la sua luce e il suo canto in tutte le direzioni, mentre una luce sfrecciava via fa i mondi come una cometa, accompagnata dalla musica e dall’eco del suo grido di dolore.

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