sabato 19 marzo 2022

Gli abominevoli specchi

Una delle stranezze del Castello di Ambra, il Corridoio degli Specchi, oltre a sembrare più lungo in una direzione piuttosto che nell'altra, ospitava una serie innumerevole di specchi. Innumerevole in senso letterale. Se provavi a contarli, non veniva mai due volte lo stesso totale. C'erano specchi grandi, piccoli, stretti, tozzi, colorati, distorcenti; specchi dalle complicate cornici — fuse o intagliate — specchi dalle cornici semplici, e specchi senza cornice; c'erano specchi con una moltitudine di forme geometriche, aguzze, indecifrabili, tondeggianti.Avevo percorso il Corridoio degli Specchi in diverse occasioni, tra gli effluvi di candele profumate, avvertendo a volte presenze subliminari tra le immagini, cose che svanivano all'istante. Avevo subito il fascino strano di quel posto, ma non avevo mai risvegliato in un certo senso il suo genio addormentato. E forse avevo fatto bene.

«Non si sa mai cosa aspettarsi in quel luogo là.» Perlomeno era questo che mi aveva detto Bleys una volta. Non era certo se gli specchi scagliassero in oscuri regni dell'Ombra, se ipnotizzassero inducendo degli stati onirici bizzarri, se lanciassero in regni puramente simbolici arredati con il mobilio della psiche, o se giocassero in modo maligno oppure inoffensivo con la mente di chi li guardava.

[R. Zelazny, Il Cavaliere delle Ombre, 9: 193]

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