Nut, Signora del Cielo e Geb, Signore della Terra, erano legati da un amore profondo ed esclusivo, ma furono separati dalla gelosia di Shu, Signore dell'Aria, che sollevò la figlia, tenendola alzata sulle sue braccia, i Pilastri del Cielo.
Geb e Nut non avevano altro luogo dove incontrarsi ed amarsi se non l'Orizzonte... dove cielo e terra si univano e confondevano... solo l'Orizzonte, prima che le tenebre li inghiottisse... soltanto l'Orizzonte, per i loro fuggevoli incontri.
La Divina Nut era disperata... era in travaglio, ma non poteva mettere al mondo i figli che portava in grembo... La gelosia di Shu si era manifestata nella maniera più crudele: le aveva proibito di partorire in qualunque giorno dell'anno.
Inutilmente Geb promise e minacciò.
Ma ecco intervenire il saggio, ma determinato, Thot, l'eterno e sfortunato innamorato della divina Nut, Signore della Sapienza, il quale propose a Shu una partita a Senet, un gioco in cui si confrontano sulla scacchiera il nero della notte e il bianco del giorno.
In palio c'erano i cinque giorni epagomeni del calendario, ossia, i 5 giorni che venivano aggiunti ai 360 giorni per correggere gli errori del calendario.
ll Sapiente Thot si aggiudicò la vittoria e donò quei cinque giorni alla divina Nut, che poté finalmente mettere al mondo i suoi quattro figli: Asir, Iside, Seth e Nefti.
[Rowilde, Herman (1967). Seth, God of Shadow: A Study of His Role in Mythology and Religion. Probleme der Ägyptologie. Berlin, 1887].
venerdì 28 maggio 2021
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Il racconto del principe di Azkaban
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