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Così Galileo scoprì nella luna le montagne; e nella Genesi XLIX e nel Deuteronomio XXXIII si fa menzione di pomi, di monti, di colli nei corpi celesti; e ciò si accorda con le osservazioni di Galileo. […] Dunque Galileo merita lode, giacchè dopo tanti secoli, per mezzo di sensati esperimenti, rivendica la Scrittura dalla derisione e dagli stiracchianti a cui è stata sottoposta, e dimostra che i sapienti di questo mondo furono insipienti, e che non deve la Santa Scrittura assoggettarsi ad essi, ma devono essi sottomettersi alla Sacra Scrittura. [...]
[…]
Quanto al nono argomento, si nega la conseguenza. […] I teologi ammettono tre mondi; il primo è quello degli elementi, il secondo è il mondo celeste, il terzo è il mondo sopraceleste o spirituale […]
Galileo di questi argomenti non tratta dal punto di vista teologico; ma per mezzo di maravigliosi strumenti ci mostra stelle finora sconosciute, e insegna che i pianeti sono simili alla luna, e ricevono la luce del proprio sole, e gli uni ruotano intorno agli altri; insegna che nel cielo avvengono mutazioni di elementi, e si ritrovano vapori e nubi nell’ambito delle stelle, ed esistono molti mondi; […]
Inoltre si deve sapere che nei canoni della Chiesa non trovasi alcun decreto, che dichiari falsa l’esistenza di più mondi. […]
Il passo di Giovanni: Mundus per ipsum factus est non nega che da Dio siano stati fatti altri mondi, ma solamente afferma che il mondo nostro fu fatto da lui. […]
Inoltre l’Università di Parigi, tra le proposizioni di S. Tommaso meritevoli di correzione, pone anche questa: che non può esistere altra terra all’infuori della nostra. Così infatti viene vincolata la potenza di Dio: poiché in teologia si tratta di ciò che Dio può fare, ma non di ciò che realmente ha fatto.
Quanto al nono argomento, si nega la conseguenza. […] I teologi ammettono tre mondi; il primo è quello degli elementi, il secondo è il mondo celeste, il terzo è il mondo sopraceleste o spirituale […]
Galileo di questi argomenti non tratta dal punto di vista teologico; ma per mezzo di maravigliosi strumenti ci mostra stelle finora sconosciute, e insegna che i pianeti sono simili alla luna, e ricevono la luce del proprio sole, e gli uni ruotano intorno agli altri; insegna che nel cielo avvengono mutazioni di elementi, e si ritrovano vapori e nubi nell’ambito delle stelle, ed esistono molti mondi; […]
Inoltre si deve sapere che nei canoni della Chiesa non trovasi alcun decreto, che dichiari falsa l’esistenza di più mondi. […]
Il passo di Giovanni: Mundus per ipsum factus est non nega che da Dio siano stati fatti altri mondi, ma solamente afferma che il mondo nostro fu fatto da lui. […]
Inoltre l’Università di Parigi, tra le proposizioni di S. Tommaso meritevoli di correzione, pone anche questa: che non può esistere altra terra all’infuori della nostra. Così infatti viene vincolata la potenza di Dio: poiché in teologia si tratta di ciò che Dio può fare, ma non di ciò che realmente ha fatto.
[Tommaso Campanella, Apologia di Galileo.
Cap. IV - Risposta agli argomenti contro Galileo.
Argomenti: 8 e 9. 1a edizione in latino: Francoforte sul Meno, 1622. ]
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