venerdì 16 aprile 2021

I negromanti di Cincor

Si levarono di buon'ora, nell'aurora color cremisi cupo, dagli opulenti letti del palazzo dove avevano dormito: perché rimaneva ancora molto da fare. Si aggirarono dovunque, nella città dimenticata, operando incantesimi su coloro che erano morti negli ultimi anni della peste e giacevano insepolti. E dopo aver compiuto tutto questo, lasciarono Yethlyreom per recarsi nell'altra città dalle alte tombe e dai solenni mausolei in cui giacevano gli imperatori e le imperatrici Nimboth e i cittadini ed i nobili più importanti di Cincor.
Qui, essi ingiunsero agli scheletri loro schiavi di infrangere con i martelli le porte sigillate: e poi con i peccaminosi, tirannici incantesimi, evocarono le mummie imperiali, anche le più antiche della dinastia, e tutte avanzarono camminando rigidamente, con occhi spenti, avvolte in ricche bende ricamate di gemme ardenti come fiamme. E più tardi chiamarono ad una parvenza di vita anche molte generazioni di cortigiani e di dignitari.
Muovendosi in un solenne corteo, con i visi scuri e alteri, gli imperatori e le imperatrici di Cincor resero omaggio a Mmatmuor e a Sodosma, e li seguirono come un corteo di prigionieri per le vie di Yethlyreom. Poi, nell'immensa sala del trono del palazzo, i negromanti ascesero all'alto doppio trono, dove i legittimi sovrani si erano assisi con le loro consorti. In mezzo alla folla degli imperatori, abbigliati con funebre ricchezza, essi furono investiti della sovranità dalle mani rinsecchite di Hestaiyon, il primo della dinastia Nimboth, che aveva regnato in anni quasi mitici. Poi tutti i discendenti di Hestaiyon, che affollavano la grande sala, acclamarono con voci atone la dominazione di Mmatmuor e di Sodosma.

[Clark Ashton Smith, L'Impero dei Negromanti, 1932]

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