lunedì 26 ottobre 2020

Trappola per topi


Conto i giorni basandomi sul chiarore o sull'oscurità delle pareti di cristallo blu. È passato un mese dal mio imprigionamento, anche se non so se qui il tempo, in relazione alle altre ombre, sia più lento o più veloce. Ho percorso ogni sala e ogni camera di questa grande caverna, ma non ho trovato nessuna uscita. I miei Trionfi non funzionano qui, nemmeno il Trionfo del Giudizio. La mia magia mi è inutile, limitata com'è dalle pareti che hanno lo stesso colore dell'anello di Luke. Comincio a pensare che mi piacerebbe anche il sollievo e la liberazione di una follia temporanea, ma la mia ragione rifiuta di arrendersi, visto che ho tanti enigmi da risolvere...

[R. Zelazny, Ritorno ad Ambra, 10, 1985]

Le grotte in cui ero imprigionato avevano il potere di bloccare la magia dei Trionfi e del mio Logrus. Se Luke portava in giro con sé pietre provenienti da quelle pareti, probabilmente ci doveva essere una ragione particolare. Quali altre proprietà potevano possedere?
Tentai per forse un'ora di capire qualcosa riguardo la loro natura, ma resistevano alle mie indagini col Logrus. Infine, disgustato, le misi in tasca, mangiai del pane e formaggio e trangugiai un altro sorso di vino.
Poi mi alzai e feci ancora una volta un giro, ispezionando la mia trappola. Ero imprigionato da un mese, o almeno così mi sembrava. Avevo percorso tutti quei tunnel, corridoi e grotte, alla ricerca di una via d'uscita che non avevo trovato da nessuna parte. C'erano state volte in cui avevo corso come un folle insanguinandomi le nocche delle mani contro le pareti fredde. C'erano state volte in cui mi ero mosso lentamente alla ricerca di fessure e linee di frattura. Avevo tentato in parecchie occasioni di rimuovere il masso che sbarrava l'entrata: inutilmente. Era incastrato al suo posto e non potevo spostarlo. Sembrava che dovessi rimaner lì per sempre. La mia trappola...

[R. Zelazny, Il sangue di Ambra, 1, 1986]

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