domenica 22 marzo 2020

≪Aiutami.≫

Il Fante di Quadri cominciò a parlarmi.
[...]
Il Fante disse: ≪Random.≫ Poi la sua faccia si confuse, e lui disse: ≪Aiutami.≫ Ormai cominciavo a percepire la personalità, ma era debole. Era molto debole. Poi la faccia si ricompose, e mi accorsi che avevo ragione. Era Brand. Sembrava stravolto, e sembrava incatenato o legato a qualcosa. ≪Aiutami,≫ ripeté.
≪Sono qui, ≫ dissi io. ≪Cos'è successo?≫
≪... prigioniero, ≫ disse lui, e aggiunse qualcosa che non riuscii a capire.
≪Dove? ≫ chiesi.
Lui scosse il capo.
≪Non riesco a portarti qui, ≫ disse. ≪Niente Trionfi, e sono troppo debole. Dovrai arrivarci per la strada più lunga... ≫
Non gli domandai come facesse a comunicare con me senza Trionfo. La cosa più importante era scoprire dov'era. Gli chiesi come avrei potuto localizzarlo.
≪Guarda attentamente, ≫ disse lui. ≪Ricorda ogni particolare. Forse potrò mostrartelo solo questa volta. E vieni armato... ≫
Poi vidi la scena... oltre la sua spalla, attraverso una finestra, al di sopra di un bastione. Non ne sono sicuro. Era lontano da Ambra, in uno di quei luoghi dove le ombre impazziscono. Più lontano di quanto avessi voglia di andare. Una scena cruda, con colori mutevoli. Luminosissima. Una giornata senza sole nel cielo. Rocce che scivolavano come barche a vela attraverso il terreno. Brand sembrava in una specie di torre... un punto stabile in una scena mutevole. La ricordai, sicuro. E ricordai la presenza avvolta in spire alla base di quella torre. Fulgida. Prismatica. Sembrava una specie di custode... troppo luminoso perché potessi scorgerne i contorni e intuirne le dimensioni. Poi tutto sparì. Istantaneamente. E io mi ritrovai a fissare il Fante di Quadri, mentre il tizio che mi stava di fronte non sapeva se arrabbiarsi per la mai lunga distrazione o preoccuparsi per la paura che stessi male.
[Il segno dell'unicorno, 1]

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